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in Social | -December-17 | | 0

Gli effetti indesiderati dei Social Network

I social fanno male. È un affermazione ormai abbastanza facile da sostenere e le motivazioni sono sotto gli occhi di tutti.
Da svariato tempo i social e facebook nel dettaglio, sono sotto il mirino delle indiscrezioni sugli ormai certi effetti negativi indesiderati, ma anche per la capacità di manipolazione degli utenti, capacità dimostrata e ormai innegabile.
A sostenerlo dapprima erano solo i concorrenti del famoso social network, ma ora arrivano voci anche dai ricercatori interni all’azienda, da esperti sociologi e psicologi e da noi utenti in prima linea che ne possiamo denunciare da subito gli effetti più evidenti riscontrati su noi stessi o su chi ci sta vicino.

Social, situazioni ed effetti negativi immediati

Già dal primissimo periodo d’utilizzo di facebook possiamo sperimentare effetti o trovarci a contatto con situazioni negative, alcune delle quali descritte in questo post.
In realtà gli effetti negativi e le situazioni paradossali di fronte alle quali potremmo trovarci, sono così tante che quello quà sotto vuole essere solo un piccolo riassunto. Vediamo dunque cosa potrebbe aspettarci a breve termine dopo l'inizio dell'uso di facebook 

social network effetti indesiderati a breve termine

Distrazione

A lavoro, a casa, nel tempo libero non importa dove siate, l’accesso a facebook è sempre disponibile e ruberà una parte del tempo che sarebbe stato dedicato alle altre attività, influendo negativamente sui risultati di studio, lavoro e qualunque altra attività svolta.

Diminuzione del sonno

Così nelle attività diurne, facebook influenza anche il ciclo notturno, è infatti normale che quelle che dovrebbero essere brevi sessioni di controllo del profilo alla sera si possano trasformare in ore e ore passate a leggere post e mettere like, portando vià ulteriore tempo anche a quella che dovrebbe essere la normale fase di sonno.

Diminuzione della privacy personale

Quella foto di quella sera postata da un amico, postata per ricordare e condividere quello che è stato un momento, magari particolarmente divertente, potrebbe finire all’attenzione di chi non vi conosce bene, di chi deve valutarvi o di chi deve assumervi per un lavoro, influenzando la decisione e la percezione che le persone hanno di voi, in quanto una parte della vostra vita privata è diventata a tutti gli effetti pubblica e sotto gli occhi di tutti.

Credo che chiunque possa fare un esempio di qualcosa accaduto a se stessi o a qualche conoscente. Ad esempio potremmo vedere il caso dell’utente  che dice a lavoro di essere malato, invece va a una festa, alla quale gli fanno una foto, che viene postata su facebook e nella quale viene taggato….. avendo il titolare di lavoro nei contatti fb, questo diventa un serio problema. Non voglio difendere l’utente che va a far festa anziché andare a lavoro ma chiaramente il suo essere iscritto a facebook ha ridotto di moltissimo la sua privacy e ha avuto ripercussioni serie sul suo lavoro.
Esistono milioni di esempi e di casi reali. Se ne hai qualcuna da raccontare, scrivila nei commenti :-)

Effetti a medio lungo termine

Dopo un utilizzo prolungato moltissime persone potrebbero trovarsi coinvolte in situazioni particolari e/o sperimentare effetti idesiderati più seri. Importante capire che spesso non ci si rende conto di quanto sta accadendo. Non conoscendo il pericolo, non lo si può riconoscere, in particolar modo è difficile riconoscere gli effetti su se stessi.
Alcuni degli effetti non sono "NUOVI", ma sono meccanismi che da sempre regolano le interazioni tra le persone, solo che applicati al digitale, in un mondo dove tutto è estremizzato e velocizzato, stanno dando risultati prima inaspettati.

Facebook, copertina della sezione  effetti negativi a medio termine. donna con la testa fasciata

Sminuizione dei rapporti reali

Come accennato, l’uso del social offre una percezione dei contatti virtuali diversa dalla vera natura delle persone. All’interno del mondo digitale chi cura la propria identità può comparire più interessante e perfetto di quello che in realtà è, offrendo una visione falsata della propria persona. Tal volta un amicizia virtuale può apparire più interessante di altre, comprese le amicizie reali, sminuendo di fatti chi non cura, chi non ha un profilo, chi non interagisce e in generale qualunque altra esperienza del mondo reale. Si tende inoltre a sostituire le interazioni prima reali con quelle virtuali. Ad esempio al tuo compleanno non ti telefono per farti gli auguri, ma ti scrivo auguri su facebook.

Diminuizione dell’autostima o egocentrismo

Così come possiamo avere false percezioni degli altri, così potremmo cambiare la percezione di noi stessi, trovandoci continuamente a confronto con immagini, successi e insuccessi delle altre persone, avendo o meno la capacità  comunicativa, sperimentando la mancanza di approvazione da parte di altri utenti, pubblicando post che non riscuotono like, etc....

La nostra autopercezione potrebbe portarci a una diminuizione drastica della nostra autostima o a un egocentrismo altrimenti inesistente.

A me personalmente è capitato tantissime volte di vedere perfetti idioti, trasformarsi in star dei social, approfittando del solo fatto che le persone non li conoscono per davvero (di persona non gli si darebbero 100 lire ) e proprio sulla base di questa premessa, cercare di mantenere ad ogni costo i rapporti in digitale, scartando ogni possibilità di interazione reale ( dal vivo verrebbero visti per quello che sono e sarebbero costretti a rivalutare l’idea di se stessi ).

Comportamento sedentario e dipendenza

Come una droga, facebook fossilizza gli utenti sulle loro sedie diminuendo la voglia di compiere altre azioni e inducendo una vera e propria dipendenza. Molto più evidente nelle persone più deboli, gli stati di dipendenza da social non hanno nulla da invidiare a quelli indotti da droghe o farmaci, spingendo l’utente a controllare continuamente se ha ricevuto like, se gli hanno risposto, se una persona seguita ha fatto o detto qualcosa oppure a scrivere e pubblicare compulsivamente qualunque cosa gli sia accaduta, gli passi per la testa, abbia mangiato, sempre comunque nella speranza di attirare l’attenzione di altri utenti e ottenere gratificazione sociale.

Fear Of Missing Out

il continuo confronto con le vite degli altri potrebbe portare alcune persone a pensare di essere tagliati fuori dalle cose importanti e dagli eventi più interessanti, di non vivere la propria vita al meglio come gli altri e di perdersi continuamente momenti o situazioni unici e irripetibili. questo pensiero aumenta notevolmente con la diminuzione della propria autostima.

Questo fenomeno definito con l’acronimo FOMO non nasce con l’era moderna ma è sempre esistito. Però il fatto di poter controllare le vite degli altri ogni minuto, fa da amplificatore di questo effetto nei soggetti predisposti. La sua presenza produce un aggravarsi della dipendenza da social, arrivando fino a potenziali crisi di astinenza. L’esistenza della FOMO viene sfruttata dagli esperti di marketing che la utilizzano come leva per spingere le persone a fare acquisti. Un grande e lampante esempio è il Black Friday; generare una sensazione di urgenza di qualcosa di unico e irripetibile. “Non lasciartelo scappare,  resta ancora poco tempo !!!” 

Fomentazione dei sentimenti negativi

Un esposizione diretta a notizie vere, false e pensieri divergenti fomenta a lungo andare una serie di sentimenti negativi che possono portare a un accentuazione di invidia o rabbia nei confronti di altri utenti, gruppi, etnie e quant’altro si mostri diverso o lontano da noi stessi e dalle nostre idee.

Altre condizioni ed effetti

Esistono miriadi di altri effetti e situazioni dannose per la salute mentale delle persone alle quali ci si ritrova esposti su facebook e nei social più in generale.
Vediamone velocemente un paio e se volete aggiungere qualcosa, usate i commenti :)

Complicazioni sentimentali

I panni sporchi si lavano in piazza. I social aiutano a rendere più lunghe, strascicate e sopratutto pubbliche le fini delle relazioni condendole di pubblicazioni di fotografie e post spesso fuori luogo dove si tende a dar sfogo a frustrazioni e rabbia, fregandosene del fatto che si è sotto gli occhi di tutti.
Sono anche causa stessa a volte della fine di una relazione con le mille sfaccettature e complicazioni immaginabili, oppure possono essere alla base dell’inizio di una relazione, considerando sempre che la percezione dell’identità digitale di una persona non rappresenta quasi mai la persona stessa.
Sono comunque noti e numerosissimi i casi di relazioni o matrimoni finiti a causa dell’isolamento nei social di uno dei due partner.

Divulgazione d’ignoranza

Ci si poteva aspettare che la divulgazione libera dell’informazione avrebbe portato una crescita generale della cultura e invece stiamo assistendo al meccanismo completamente opposto.
Con l’ avvento di internet le persone si sono trovate a confrontarsi con una mole di dati e informazioni prima non disponibili. All’improvviso ci si è ritrovati davanti al sapere umano spiattellato in rete. Molte di queste persone hanno scoperto di non comprendere minimamente queste nozioni e di conseguenza sono entrate nella modalità “non lo capisco quindi non è vero”; Se non è vero esiste un altra spiegazione (una che sicuramente posso comprendere ) e chi dice il contrario o è pirla o mente ( per interesse ).
Facebook pullula di finti scienziati, finti medici, finti ingegneri che facendo leva sull’ignoranza della gente propagandano assurdità di ogni tipo, tirando su comunità vaste e piene di utenti che avendo finalmente una risposta che possono capire, diventano veri e propri fedeli con una convinzione paragonabile a quella di un kamikaze islamico.
Il risultato è che all’alba dell’anno 2018 ci troviamo a confrontarci con resuscitate e colorite teorie del 1400, con bande di scimmie urlatrici che sostengono che la terra è piatta, gruppi di genitori che vogliono insegnare ai medici come debellare le malattie coi petali dei fiori o altre stupidate fuori da ogni logica.

Conclusioni

I social sono accusati di aver manipolato e cambiato le regole di base di interazione sociale, provocando gravi distaccamenti dalla vita reale e isolamento di molte persone, inducendo dipendenza. Tali accuse non partono dal nulla ma sono frutto di accurati studi scientifici che cercano di far luce su quanto sta accadendo negli ultimi decenni. Ricordiamoci che siamo tutti cavie volontarie e che stiamo testando strumenti che non erano mai esistiti prima nella storia umana, e che quindi non abbiamo ben chiari quali saranno i risvolti finali di tale sperimentazione.
I social si difendono cercando di deviare l’argomento sulla posizione passiva o attiva degli utenti, sostenendo che il social fa male solo se vissuto passivamente, secondo loro sei più felice se interagisci, ma queste affermazioni sembrano non proprio disinteressate ….

Sappiamo che l’uomo è un animale sociale e che tra benessere mentale dalle interazioni sociali, lo vediamo nella nostra esigenza di appartenere a un gruppo, a una comunità, di avere amici, di conoscere gente nuova. Purtroppo quando l’interazione sociale diventa virtuale, vengono a mancare tutti i benefici e al loro posto si mostrano un sacco di effetti indesiderati. Il benessere mentale diventa malessere, una vera malattia per la mente.

Data pubblicazione: 16-December-17 / Ultima modifica: 01-March-18

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